L'Orco! Su questa montagna ma soprattutto sulla sua parete nord, molto
è stato scritto (fin troppo, diceva Claudio!) ed è proprio sugli scritti
che è stato creato un mito (continuava a dire Claudio). Una volta non
c'erano le previsioni meteo di oggi e la sua lunghezza aveva spesso
costituito una trappola ma oggi....
Se percorri il sentiero ai suoi piedi (soprattutto in inverno) non puoi
che esserne ammaliato, le difficoltà della classica non sono estreme
anzi i tratti facili sono molti e Claudio e Beppe l'avevano percorsa
in una bellissima giornata, alla fine di una delle estati più calde e secche degli
ultimi anni: era il 20 settembre 2003.
A Claudio quella salita era piaciuta moltissimo e, a differenza del Cervino,
gli era subito balenata l'idea di ripercorrerla nuovamente, magari con altre
condizioni.
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DEDICATO ALL'EIGER
Tutti ti chiamano Orco, ma Claudio non ha mai voluto credere che tu fossi
davvero così cattivo.
Si è avvicinato a te in punta di piedi, ti ha osservato, contemplato,
scrutato in ogni dettaglio del tuo aspetto all'apparenza così misterioso:
desiderava conoscerti davvero, nel profondo, senza lasciarsi influenzare
dalle parole altrui, spesso malevole con te.
Claudio era sicuro di poterti essere amico, ma sapeva benissimo che
un'amicizia non può nascere così, all'improvviso, dall'oggi al domani,
senza solide basi. E ha iniziato a preparare il terreno, scrupolosamente,
giorno dopo giorno, senza fretta. Non ti perdeva di vista un attimo: le
moderne tecnologie gli permettevano di poterti osservare anche da casa,
dallo schermo del computer che, d'accordo con la web-cam puntata sempre
su di te, gli svelava, attimo dopo attimo, il tuo umore di ogni giorno.
Claudio aspettava pazientemente il momento in cui poter finalmente fare
la tua conoscenza. Nell'attesa leggeva le avventure di chi si era già
avvicinato a te, studiava le vie di salita, coinvolgeva anche noi a casa.
Tutti ormai conoscevamo i tuoi punti-chiave: il Ferro da Stiro, il Nido
di Rondine, il Ragno Bianco fino alla Traversata degli Dei. Come non
entusiasmarsi di fronte a nomi così belli? Ce n'erano anche altri, è vero,
decisamente meno accattivanti: Fessura Difficile, Punto di non Ritorno,
Cengia e Fessura Friabile, senza dimenticare il Bivacco della Morte. Ma
l'entusiasmo di Claudio aveva il sopravvento sul timore che questi ultimi
nomi suscitavano in noi che, con lui, vivevamo la preparazione della salita,
e la paura si rifugiava in un angolo nascosto in fondo al cuore.
Un giorno Claudio ha deciso di avvicinarsi a te, ma non era il momento
giusto: eri molto imbronciato, avvolto da enormi nubi che nessuno sguardo
poteva penetrare. Claudio ha rispettato il tuo malumore, è tornato a casa
ed ha ripreso le sue letture, le sue osservazioni, la sua preparazione.
Poi il 19 settembre 2003 il giorno tanto atteso sembrava proprio arrivato:
con Beppe, Claudio è partito da Brescia alla volta di Grindelwald.
La sera un veloce contatto telefonico per informarci che tutto sembrava
perfetto. Per noi è iniziata l'attesa, per lui è iniziato il cammino verso
di te, in silenzio, consapevole dell'importante passo che stava per
compiere. Uno dopo l'altro i tuoi passaggi sono stati superati in
leggerezza, le mani di Claudio ti hanno sfiorato procurandoti
sicuramente una piacevole sensazione. E' arrivato in vetta felice,
sicuro che ormai poteva considerarti amico. Un veloce sms per
tranquillizzarci, qualche ora nel buio della tua notte per ripensare
alle stupende sensazioni che tu gli avevi regalato e poi la discesa ed
il ritorno a Brescia con un arrivederci nel cuore. Ti sei sentito solo
in quel momento? Forse solo più tardi ti sei reso conto di aver lasciato
ripartire un grande amico. Avevi sentito dire che ti aveva definito
"solare". Solare? Era la prima volta che tale aggettivo veniva usato per
te, il famoso Orco! Ti ha fatto piacere, ammettilo, e forse da quel momento
è toccato a te di aspettare pazientemente che lui, il tuo grande amico,
ritornasse. La tua attesa è durata poco più di un anno. Il 15 gennaio
2005 Claudio è ripartito per Grindelwald. Dal trenino ti scrutava con un
dolce sorriso, ancora una volta si è incamminato felice verso di te e
stavolta non te lo sei lasciato sfuggire: devi aver pensato che un amico
così bisogna tenerselo stretto.
Trattalo bene, per favore, da vero amico, come lui lo è stato con te.
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Rita, la sua mamma
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